In tempo di crisi
si cercano sicurezze, ma non si rinuncia ad aspirare a un lavoro stimolante, a un ambiente lavorativo piacevole e all'ambizione di entrare negli organici di aziende innovative, simboli d’eccellenza, magari espressione della cultura nazionale. E gli italiani non fanno eccezione.
Questo trend emerge dal
Randstad Award 2012, la ricerca svolta dall’
agenzia di lavoro Randstad, che ha
intervistato 120 mila persone in tutto il mondo con l’obiettivo di comprendere quali fattori le motivano maggiormente nella scelta dell'azienda per cui lavorare e quali aziende e settori merceologici risultano più attraenti.
Lo studio ha innanzitutto indagato che
cosa cercano i lavoratori nell’azienda "ideale" dove vorrebbero essere impiegati. La maggioranza, il 20%, ha risposto di cercare in primis la
certezza del lavoro a lungo termine, seguita, coerentemente, dalla sicurezza finanziaria dell'azienda (17%), aspetto che, in conseguenza della difficile congiuntura economica, ha
assunto maggiore importanza rispetto al 2011 (+8%).
Gli altri fattori ritenuti importanti sono un buon stipendio e i benefit aziendali (13%), ma anche aspetti meno pragmatici come
l’interesse verso i contenuti del lavoro (10%) e un ambiente di lavoro gradevole (9%). Ha perso invece 9 punti percentuali (è citato come importante solo dal 6% dei rispondenti) l’equilibrio tra lavoro e vita privata, e ha perso 8 punti (citata soltanto dal 5% dei rispondenti) la ricerca di opportunità di carriera, quasi che
in tempo di crisi i lavoratori siano maggiormente disposti a sacrificare il proprio tempo personale o a mettere da parte le ambizioni professionali pur di mantenere il posto di lavoro.
La rosa dei settori merceologici più ambiti a livello internazionale è coerente con le indicazioni fornite dagli intervistati sulla ricerca di sicurezza: emergono quindi settori solidi, cioè l’
automotive e l’information technology, primi a pari merito con il 44% delle preferenze, seguiti dai beni di largo consumo (FMCG Fast Moving Consumer Goods), con il 40%, e dal chimico/farmaceutico (39%).
Distinguendo le preferenze per sesso, a livello internazionale gli uomini prediligono l'IT mentre le donne l’impiego nei servizi; in Italia invece le maggiori
preferenze degli uomini vengono accordate ad aziende dell’elettronica e quelle
delle donne ai settori della moda e del lusso.
L'indagine scende poi nel dettaglio delle singole aziende (con almeno mille dipendenti) dove i lavoratori desidererebbero essere impiegati in ogni Paese, stilando una classifica, i
Randstad Award, appunto.
Per gli italiani al primo posto c’è Ferrero, che alla notorietà dei prodotti associa dunque una buona reputazione aziendale, seguita da
Ferrari e
Thales Alenia Space Italia (componenti per l’aerospaziale), tutte espressioni di
settori di eccellenza, legati al made in Italy e alla capacità di innovazione.
L’
employer branding, la reputazione di un'azienda nella percezione dei lavoratori, è un aspetto importante nella creazione del valore complessivo del brand: “Anche nelle economie più deboli
trovare e trattenere i migliori talenti, con le competenze giuste per l’azienda, è una vera priorità per vincere le sfide del mercato” ha fatto notare Marielle de Macker, managing director HR di Randstad.
La ricerca infine evidenzia
i canali attraverso cui i lavoratori hanno trovato l'impiego. Al primo posto della classifica troviamo i
portali di recruitment online, utilizzati dal 62% degli intervistati, seguiti (al 52%) dagli annunci sulla stampa (quotidiana e periodica) e dal ricorso alle agenzie per il lavoro (con il 51%); restano
ancora marginali i social media (18%).