C’è anche l’
Italia tra le destinazioni preferite dagli organizzatori di eventi americani, che prevedono nei prossimi 12 mesi un aumento del numero di eventi organizzati e una
maggiore propensione a spostarsi al di fuori dei confini nazionali, con particolare predilezione per l’Europa. Queste previsioni, decisamente positive, emergono dalla prima ricerca sul mercato americano condotta da
Reed Travel Exhibitions, che cura il
portafoglio di eventi fieristici IBTM organizzati in quattro continenti (
EIBTM in Europa,
AIBTM negli USA,
CIBTM in Cina,
GIBTM negli Emirati Arabi). La ricerca è parte del
Global Meeting Industry Research, un più ampio studio di settore effettuato e aggiornato gradualmente, area per area.
Dei 337 buyer intervistati (che complessivamente organizzano ben 6.600 eventi l’anno, circa 20 ciascuno), il
40% ha organizzato nell'ultimo anno un evento in Europa, sia nelle destinazioni "classiche" per i viaggiatori americani, come
Francia, Spagna e Italia (l'Italia è stata indicata dal 12% degli intervistati), sia in quelle a maggiore vocazione business come Germania e Regno Unito. Dopo l'Europa, hanno avuto un peso crescente l’
Asia (22%) e Paesi continentali come
Brasile e Argentina, mentre rimangono in cima alle preferenze le destinazioni interne agli USA e quelle di prossimità (Canada e Messico).
Nella
top ten delle destinazioni che saranno utilizzate dai buyer americani nel corso del prossimo anno figurano Stati Uniti, Francia, Spagna, Canada, Messico, China, Regno Unito, Italia, Germania e Brasile.
È inevitabilmente rilevante, nei trend di domanda americani, la ricerca di soluzioni per eventi che offrano un
buon rapporto qualità/prezzo: il 58% degli intervistati dichiara che nei prossimi 12 mesi utilizzerà nuove destinazioni in misura maggiore rispetto al passato, e saranno dunque "premiate" le mete che, anche se poco conosciute, sapranno proporsi a questo mercato con prodotti e servizi di qualità a prezzi competitivi.
“Con nuovi Paesi e aree del mondo che
stanno emergendo rapidamente nel mercato internazionale, sia come generatori di eventi in outgoing che come mete di incoming, le destinazioni scelte per gli eventi e i mercati di provenienza dei flussi di viaggiatori congressuali stanno rapidamente cambiando” ha fatto notare
Craig Moyes, direttore delle fiere IBTM di Reed. "Da questo primo monitoraggio emerge che le destinazioni internazionali devono fare uno sforzo aggiuntivo per risultare competitive agli occhi della domanda americana".
Nei prossimi 12 mesi il 43% dei buyer americani prevede di poter
disporre di budget più elevati rispetto all'anno precedente, e più della metà segnala che organizzerà un numero maggiore di eventi; tuttavia, resterà
alta l’attenzione alla spesa, cercando di ottenere di più con meno. In questo senso, saranno valutate attentamente le condizioni economiche, le tariffe applicate dai fornitori e i costi dell'evento.
L’altro aspetto su cui si concentreranno gli organizzatori americani (è una priorità per l’82%) è
l’utilizzo delle nuove tecnologie (app, QR code), dei social media e degli eventi ibridi per ridurre i costi, aumentare l’efficacia della comunicazione e del marketing degli eventi, facilitare la partecipazione prima, durante e dopo l’evento.