Sono pronti a
rinunciare a una parte dello stipendio, se ciò può contribuire a evitare licenziamenti in azienda o a mantenere il proprio posto di lavoro, e giudicano più importante avere buoni rapporti con i colleghi piuttosto che un buon stipendio. È questo il profilo dei lavoratori dipendenti che emerge dalla ricerca
Workmonitor – Employee commitment & personal relationships in the workplace when time get tough svolta dall’
agenzia di lavoro Randstad a livello internazionale
intervistando più di 13.000 lavoratori dipendenti in 32 Paesi.
L’edizione di giugno 2012 dello studio, condotto ogni tre mesi, si è focalizzata sull’atteggiamento di chi lavora rispetto alle difficoltà causate dalla congiuntura economica sfavorevole e sulle priorità nella vita lavorativa. Che i tempi non siano buoni è confermato dal
42% dei rispondenti a livello globale, secondo i quali la propria azienda è sotto pressione dal punto di vista finanziario. La percentuale sale a oltre il 60% in Paesi come Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca e Spagna.
Una parte degli intervistati si dice perciò
disposta a rinunciare a una parte del proprio stipendio per prevenire eventuali licenziamenti (a livello globale la media è del 36%, ma la quota sale al 56% in Spagna, al 57% in Grecia e addirittura al 71% in India) e ancor di più
se ciò significa poter mantenere il proprio posto di lavoro specifico (la media è del 43%). Questo atteggiamento è particolarmente evidente anche in Italia, dove le percentuali sono rispettivamente del 55% e del 58%.
Se dunque i lavoratori sono disposti a fare sacrifici pur di mantenere il posto di lavoro e favorire le performance dell’azienda, non transigono invece sulle
prospettive di sviluppo della propria carriera e sulla qualità del lavoro.
Quattro dipendenti su dieci (40%) affermano infatti che
penserebbero di lasciare il posto di lavoro se non avessero prospettive di crescita professionale e sei su dieci (60%) ritengono sia più importante avere un lavoro che si ama piuttosto che un buon stipendio.
Gli italiani concordano, ma in misura inferiore alla media: solo il 30% lascerebbe il posto di lavoro se non vedesse prospettive di carriera e solo il 40% antepone il tipo di lavoro rispetto allo stipendio; a influenzarli è evidentemente la situazione critica del mercato del lavoro italiano.
Uno degli aspetti più rilevanti per rendere il lavoro gratificante è costituito dall’ambiente di lavoro e dai rapporti con i colleghi. Il 60% dei rispondenti ha infatti affermato che
è più importante avere colleghi di lavoro con cui si intrattengono rapporti amichevoli piuttosto che avere uno stipendio buono; sorprendentemente la percentuale sale all’88% per i lavoratori cinesi. Gli
italiani sono invece più pragmaticamente legati all’aspetto economico del lavoro e solo il 39% vi antepone la qualità dei rapporti personali.
I rapporti con i colleghi si confermano un atout per la maggioranza dei rispondenti, visto che ben il
64% frequenta i colleghi al di fuori degli orari d’ufficio e addirittura il 71% afferma di aver stretto vere e proprie amicizie sul posto di lavoro. Fra gli italiani, il 52% frequenta i colleghi fuori dal lavoro e l'84%
dichiara di avere amici in azienda.