Come cambia il trasporto aereo in Italia: opportunità e rischi per il business travel fra ascesa delle low cost e riassetto di Alitalia
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Il mercato del trasporto aereo sta cambiando anche in Italia dove, pur contando 134 milioni di passeggeri trasportati nel 2016, rimane uno dei meno sviluppati d’Europa. E fra l’ascesa delle low cost e le eterne difficoltà di Alitalia, fra i nuovi modelli di business dei vettori e la crescente personalizzazione dei servizi, per il business travel italiano si aprono nuove opportunità ma anche nuovi rischi.

L’analisi dello scenario attuale e dei prossimi trend di cambiamento è stato il tema di un webinar che Carlson Wagonlit Italia ha organizzato per i travel manager aziendali propri clienti e che è stato condotto da Andrea Giuricin, CEO di TRA Consulting e docente di management dei trasporti all’Università di Milano Bicocca, noto esperto del settore. Obiettivo, anticipare le tendenze future e capire come possono impattare sui viaggi d’affari per aiutare le aziende a pianificare le proprie strategie di travel management. Ecco i principali temi emersi.

I nuovi protagonisti del mercato
Le compagnie low cost, come accade anche nel resto d’Europa, hanno ormai un ruolo di primo piano nel mercato del trasporto aereo italiano, di cui detengono uno share del 49% in termini di numero di passeggeri. Primo vettore è Ryanair con il 24,3%, secondo Alitalia con il 17,2% e terzo easyJet, con l’11,1%. Le low cost hanno già cominciato ad attivarsi anche sul lungo raggio (Norwegian Airlines in primis): le opportunità per il business travel sono la diminuzione delle tariffe intercontinentali e la maggiore frequenza dei voli data dall’arrivo di nuovi operatori, a fronte invece del rischio della riduzione dei collegamenti operati dalle compagnie tradizionali e dell’incognita sul modello di sviluppo low cost nel lungo raggio, che si prevede sarà sempre più ibrido.

Il riassetto di Alitalia
Le difficoltà di Alitalia, ha affermato Giuricin, sono causate non dai costi eccessivi, che sono in linea o più bassi rispetto ad altri vettori di linea, quanto piuttosto all’incapacità di generare importanti ricavi dalla tratte a lungo raggio, che sono quelle più profittevoli, e al tasso di riempimento non sufficientemente alto (in media del 76,2% contro l’80% di Lufthansa, l’85% di Air France-KLM, il 92% di EasyJet e il 93% di Ryanair). Ha pesato negativamente anche l’incapacità di mantenere alto il traffico sullo scalo di Roma Fiumicino a causa dell’elevata competizione operata dalle low cost. Per il travel aziendale, l’incertezza sul futuro di Alitalia significa doverne sostituire i voli con quelli di altri vettori nel breve e medio raggio ma anche sul lungo raggio, che significa disporre di meno collegamenti diretti dall’Italia.

La personalizzazione dei servizi
Anche nel trasporto aereo il trend crescente è quello della personalizzazione dei servizi offerti dalle compagnie aeree attraverso le applicazioni per dispositivi mobili. Per il travel aziendale l’esperienza dei servizi e delle informazioni via mobile è ulteriormente ottimizzata dalle travel management company, che mettono a disposizione del viaggiatore un’unica app, “valida” per tutti i vettori.

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