Web marketing: le competenze da acquisire per tenere il passo con la tecnologia
A
Creatività e visione strategica. È questo il valore aggiunto del contributo umano a processi e attività di marketing sempre più dominati dall’intelligenza artificiale e dalle sue molteplici applicazioni. E di questo contributo ci sarà sempre domanda, indipendentemente da quanto preponderante potrà diventare la tecnologia: nel marketing, infatti, il vantaggio competitivo dato dalla tecnologia sarà tanto meno determinante quanto più questa saturerà il mercato.

A dirlo è il sito specializzato Marketing Dive, dove si sostiene che chi lavora nel marketing non deve quindi preoccuparsi di essere sostituito dalle macchine, ma di acquisire le competenze che la tecnologia non è in grado di replicare. Ecco qualche esempio.

Capire i dati, nuovo alfabeto del marketing
I dati sono la benzina del marketing digitale: fin dagli albori della specialità (non molti anni fa, ma sembra trascorsa un’era geologica) è stato chiaro che rispetto a quelli di canali tradizionali come tv, stampa o radio, i dati digitali sono più precisi, più veloci, più massivi e anche più “rilevanti”. Sulla base dei dati digitali si sono sviluppate le soluzioni di marketing automatizzato, che l’intelligenza artificiale rende ora sempre più sofisticate ed efficaci. Chi si occupa di marketing deve quindi, prima di tutto, capire i dati, nuovo alfabeto della professione: cosa sono, a cosa servono, come possono essere utilizzati. Intelligenza artificiale e automazione svolgono meglio e più velocemente degli umani le funzioni di rilevazione, lettura, organizzazione e analisi dei dati, ma sono poi gli umani a doverli utilizzare per elaborare iniziative e strategie. Chi si occupa di marketing, a qualunque livello, deve quindi sapere quali dati sono necessari, come “catturarli” e come utilizzarli.

Trasformare i dati in azioni strategiche per l’azienda
Un’altra nuova competenza richiesta al marketing è la comprensione del potenziale di applicazione dell’intelligenza artificiale. Competenza che peraltro, vista la rapida evoluzione della tecnologia, non è mai da dare come acquisita una volta per tutte. Il tema, in questo caso, è sapere su quali dati lavora o potrebbe lavorare l’intelligenza artificiale, come questi dati sono acquisiti o potrebbero essere acquisiti dall’azienda e, soprattutto, come interpretarli per tradurli in azioni che portino risultati. La sfida, per chi lavora nel marketing, è capire come sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficacia del lavoro quotidiano. Se, per esempio, i dati permettessero di prevedere con precisione l’andamento della domanda, come si potrebbe utilizzare questa informazione per migliorare una campagna o per adattarvi una decisione di targeting? È in questo utilizzo “strategico” dei dati che risiede il valore dell’intelligenza umana rispetto a quella artificiale.

Costruire ecosistemi per avere un impatto sul consumatore
L’intelligenza artificiale continuerà a migliorare la propria capacità di rilevare trend e cambiamenti dall’analisi di quantità massicce di dati. E chi lavora nel marketing dovrà essere capace di costruire su queste rilevazioni un ecosistema multicanale dove le attività non si limitano a campagne specifiche, ma puntano a una presenza continuativa del brand con messaggi, offerte e contenuti che arrivano al consumatore in base al suo comportamento online. La competenza-chiave, dice Marketing Dive, è quella di usare gli input provenienti dai dati per fornire ai consumatori un’esperienza del brand personalizzata, rilevante in quel momento e capace di creare una connessione emozionale. L’intelligenza artificiale è brava a prevedere, rilevare, segmentare. Ma per avere un impatto sul consumatore è ancora necessaria la creatività umana.

Commenta su Facebook