L’intelligenza emotiva è fattore di successo professionale: 10 comportamenti di chi la possiede
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Non bastano ottime competenze e intelligenza brillante per avere successo professionale: è necessaria – ormai si sa – anche l’intelligenza emotiva, definita come la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le emozioni – le proprie e quelle degli altri – e di utilizzare le informazioni che ne derivano per orientare i propri comportamenti.

A descrivere 10 tratti che caratterizzano il comportamento professionale di chi è dotato di intelligenza emotiva è l’imprenditore John Rampton, che sul sito Inc.com spiega come consapevolezza di sé e capacità relazionali siano la base su cui poggiano quelle doti organizzative, collaborative e di leadership che fanno la differenza in ambito lavorativo. Eccoli.

La perfezione è d’intralcio
La perfezione non esiste, e pretenderla da se stessi o dagli altri impedisce di raggiungere gli obiettivi perché frena iniziative “non perfette” e induce a procrastinare in attesa della giusta risposta, dell’ispirazione perfetta o del progetto senza nessuna smagliatura. Le persone con intelligenza emotiva tendono invece ad andare avanti e a fare andare avanti il proprio team, correggendo gli eventuali errori in corso d’opera.

Il giusto equilibrio fra vita e lavoro
Chi sa leggere e interpretare i propri stati d’animo è consapevole che a un certo punto occorre fermarsi per ricaricarsi, è capace di “disconnettesi” dal lavoro per il tempo necessario a ridurre il livello di stress e stimola i propri collaboratori a fare lo stesso.

Accogliere il cambiamento
Il cambiamento è parte di ogni processo dinamico e della vita stessa. Le persone dotate di intelligenza emotiva sanno accogliere il cambiamento e adattarvisi, e sono capaci di elaborare un piano b per fronteggiare il cambiamento improvviso.

La capacità di concentrarsi
Le persone con un elevato livello di intelligenza emotiva non si fanno distrarre facilmente, né dai propri pensieri né da chi sta loro intorno, e riescono a mantenere alta la concentrazione quando sono impegnate in un compito specifico.

L’empatia verso gli altri
È una delle componenti fondamentali dell’intelligenza emotiva: l’empatia è la qualità che genera l’interesse e la curiosità verso gli altri, che induce ad ascoltarli e a capire di cosa hanno bisogno.

Punti di forza e di debolezza
L’intelligenza emotiva è comprensione di sé, e quindi anche consapevolezza dei propri punti di forza e dei propri limiti. Chi li sa riconoscere e accettare è in grado di valorizzare i propri lati positivi e compensare le proprie debolezze in ogni situazione lavorativa.

Motivare se stessi
Rimanere motivati anche senza la prospettiva di una “ricompensa” immediata è una delle caratteristiche di chi ha intelligenza emotiva e sa rimanere focalizzato sul proprio obiettivo anche senza nessuno sprone esterno.

Lo sguardo al futuro
Difficilmente chi è dotato di intelligenza emotiva resta ancorato al passato, agli errori fatti o ai torti subiti se ciò è causa di stress e impedisce di andare oltre. La priorità è pensare al futuro e alle opportunità che porta con sé.

Il bicchiere mezzo pieno
È l’intelligenza emotiva quella che fa decidere di dedicare tempo ed energie a risolvere i problemi, invece che arrovellarvicisi sopra. Guardare al bicchiere mezzo pieno significa anche guardare positivamente alle cose che si possono cambiare e non lasciarsi prendere dalla negatività per quelle su cui non si ha alcun controllo.

Mettere i giusti paletti
L’empatia e la positività non devono trarre in inganno: chi ha intelligenza emotiva è ben capace di mettere paletti e di dire no se la posta in gioco è essere sopraffatto dalle richieste di altri o da impegni non gestibili. Dire di no quando serve consente di portare a termine incarichi e progetti con la dovuta attenzione.

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