Le professioni del futuro: 8 nuovi mestieri che si affermeranno entro il 2030
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Non manca molto al 2030. Ma alla velocità con cui la tecnologia si sviluppa, modificando gli assetti sociali ed economici, è possibile prevedere che in questo pur breve lasso di tempo molte cose saranno diverse da come le conosciamo ora. Uno dei temi affrontati dalle ricerche che cercano di prevedere come sarà il futuro è quello del lavoro e dei nuovi mestieri che la tecnologia renderà necessari. È ciò che ha fatto il Canadian Scholarship Trust Plan (CST), un’organizzazione non profit che offre alle famiglie consulenze sugli investimenti per l’educazione superiori dei figli, con lo studio Careers 2030.

Partendo dai macro trend attuali che si pensa avranno un impatto crescente in futuro (fra cui l’invecchiamento della popolazione, il cambiamento climatico e delle fonti energetiche, l’immigrazione e la globalizzazione, la tecnologia digitale, il progresso scientifico e tecnologico, la sicurezza, la personalizzazione generata dallo svruttamento dei dati) il CST ha identificato le nuove professioni che, in tutti i campi delle attività umane, è possibile emergano e si consolidino nei prossimi anni. Eccone alcune.

Creatore di gamification
Non si tratta di inventare giochi o videogiochi, bensì di progettare processi che combinano le logiche del gioco a eventi, prodotti o servizi per migliorare i risultati in obiettivo. La gamification rende divertenti attività percepite come difficili o noiose e può essere utilizzata in molteplici ambiti: per motivare il personale, per offrire esperienze migliori ai consumatori, per stimolare e facilitare l’apprendimento, per aiutare le persone nei processi di guarigione e riabilitazione fisica o psicologica. Il creatore di gamification lavorerà con esperti di tecnologia, imprenditori e professionisti specializzati negli ambiti dove la gamification deve essere applicata. Per progettare sfide e “ricompense” efficaci serviranno conoscenze nell’ambito della psicologia e della scienza dei dati, accompagnate da una formazione specifica su comportamento di gioco e motivazione umana.

Esperto di semplificazione
Sarà la figura che indicherà alle aziende come rendere più sempici e fluidi i propri processi operativi e gestionali in un mercato sempre più complesso. Un po’ designer, un po’ esperto di matematica e un po’ sociologo, l’esperto di semplificazione dovrà ridurre 15 processi amministrativi a 3 soltanto, portare 4 interviste a una sola, ottenere un risultato in mezza giornata invece che in 3 giorni di lavoro: in sintesi, migliorare le performance aziendali riorganizzando l’operatività e ridistribuendo i compiti, allo scopo di ridurre i tempi di esecuzione per dare più spazio ad attività a maggior valore aggiunto. Per farlo dovrà capire i meccanismi del lavoro esistenti e individuarne di nuovi per generare un beneficio sia per le aziende che per i dipendenti. Saranno richieste competenze gestionali, di management e di scienze sociali.

Consulente di robot
Nel 2030 i robot avranno un ruolo importante nella cura delle persone e della casa: gli investimenti che già oggi aziende come Google stanno effettuando nella robotica porteranno a macchine in grado di eseguire compiti complessi come guidare, cucinare, assistere gli anziani, prendersi cura degli animali domestici. Questi robot avranno prezzi accessibili, ma i più sofisticati potranno costare come un’auto di piccola cilindrata, e quanto più il loro compito sarà “delicato” tanto più chi indende acquistarlo avrà bisogno di consulenza per capire quale robot meglio si adatta alle proprie esigenze. Il consulente di robot avrà il compito di osservare la famiglia e la vita della casa per analizzare gli stili di vita e individuare i bisogni in modo da selezionare il tipo o il modello di robot più adatto. Il lavoro non termina al momento dell’acquisto, perché il selezionatore monitora l’integrazione del nuovo “assistente” e risolve eventuali problemi a livello tecnico o relazionale fra i membri della famiglia. Chi farà questo lavoro avrà molte delle competenze richieste oggi ai consulenti della famiglia, con capacità relazionali e di comunicazione unite a conoscenze delle nuove tecnologie domestiche e competenze nell’ambito della vendita.

Ambasciatore di cultura aziendale
Il bisogno delle aziende di trattenere i propri migliori talenti e di reclutarne di nuovi in un mercato altamente competitivo renderà la cultura aziendale un elemento centrale di “fidelizzazione” dei dipendenti. Il termine cultura aziendale si riferisce a un insieme di fattori: la qualità dell’ambiente di lavoro, i valori dell’azienda e il modo in cui i dipendenti la vivono e percepiscono. L’ambasciatore di cultura aziendale è in parte esperto di leadership, in parte terapeuta e in parte coordinatore di eventi: suo compito sarà quello di interloquire quotidianamente con i dipendenti e gestirne i problemi, sviluppare programmi di formazione e motivazione, organizzare per loro attività ludiche e benefit per affermare una cultura aziendale positiva e attrattiva. Dovrà essere un bravo comunicatore con ottime capacità relazionali e di ascolto, avere competenze organizzative e dare prova di pensiero creativo. La formazione richiesta spazia dalle risorse umane alla progettazione di eventi, dalla psicologia alla sociologia fino all’organizzazione aziendale.

Web manager personale
Poiché sul web tutto rimane e nulla si distrugge, la reputazione delle persone dipende in maniera crescente da come sono presenti su internet ed è legata a una serie di variabili più o meno controllabili, che vanno da vecchi post con commenti stupidi fino al vero e proprio furto di identità. Il web manager personale avrà il compito di setacciare la rete per trovare, rimuovere o correggere informazioni non veritiere o imbarazzanti sul conto dei propri clienti, proteggendone la privacy e curandone la reputazione. Questa figura professionale assomma le competenze di hacker, esperto di relazioni publiche, agente di sicurezza, consulente professionale: deve quindi conoscere molto bene internet e le sue tecnologie, ma anche avere una capacità di discernimento etico per capire la differenza fra giusto e sbagliato. Sarà il rapporto di fiducia che lo lega ai propri clienti a renderlo una figura necessaria per quanti avranno bisogno di curare con attenzione la propria immagine online.

Analista dei trasporti
La mobilità urbana va verso l’automatizzazione, e nel 2030 nelle grandi città del mondo sarà comune viaggiare a bordo di autobus, treni e metropolitane guidati automaticamente da sistemi computerizzati invece che da autisti umani. Se la guida sarà automatizzata, la gestione della mobilità sarà ancora completamente umana: l’analista dei trasporti sarà la figura incaricata di gestire il funzionamento del sistema, sviluppare strategie per migliorare il servizio, prevenire e risolvere i problemi,  gestire gli imprevisti e i disagi degli utenti. Per fare questo lavoro occorrerà una buona predisposizione al problem solving e alle relazioni interpersonali per potersi interfacciare con le persone che viaggiano. Allo stesso tempo, il lavoro richiederà la capacità di pensare in termini di sistemi e di logistica e quella di capire come tanti piccoli tasselli possono confluire insieme per costituire un sistema complesso funzionane.

Albergatore
Non certo nuovo come mestiere, ma il futuro riserva grandi cambiamenti a questa professione. L’accesa competizione porterà gli alberghi a focalizzarsi sull’intera esperienza di viaggio degli ospiti, e non più solo sul soggiorno, con un servizio attivo 24 ore al giorno grazie alle applicazioni per mobile e alle tecnologie localizzate. Gli albergatori si occuperanno dei trasporti, dei ristoranti e dello shopping dei propri clienti con servizi e consulenze mirate anche quando questi si trovano fuori dall’albergo. Con i droni, per esempio, l’hotel potrà consegnare il pranzo anche al cliente che si trova dall’altra parte della città, mentre il concierge digitale gli potrà consigliare il migliore ristorante vicino al luogo in cui si trova in quel momento. Il trend va verso un servizio alberghiero che comincia nel momento in cui il cliente scende dall’aereo e termina nel momento in cui vi risale. La professione continuerà a richiedere doti relazionali e di comunicazione, conoscenza delle lingue e competenze nei servizi di ospitalità, ma saranno richieste anche la conoscenza delle tecnologie per mobile e del servizio di consegna con droni.

Localizzatore di risorse
Nel prossimo futuro il fenomeno della globalizzazione sarà affiancato dalla tandenza opposta, cioè quella del ritorno all’autonomia delle singole comunità (quartieri cittadini, paesi, piccoli centri urbani) in termini di approvvigionamento e produzione grazie all’energia solare ed eolica, alla stampa in 3D e al ritorno all’agricoltura. Il fotovoltaico consentirà alle persone di produrre l’elettricità loro necessaria, nei laboratori di stampa in 3D ognuno potrà stampare le proprie stoviglie e molti oggetti di uso quotidiano, i giardini e le serre urbane produrranno per il consumo locale. In questo contesto, il localizzatore è quello che coordina le risorse, mettendo in contatto questi nuovi fornitori con le persone e le imprese che hanno bisogno dei loro prodotti e servizi. Se il localizzatore lavora bene, le piccole comunità potranno in parte affrancarsi dalla necessità di approvvigionarsi sui canali tradizionali del mercato globalizzato. Il localizzatore di risorse avrà conoscenze di logistica, gestione della catena di distribuzione e contabilità, i contatti di un agente immobiliare e le competenze di un assistente sociale, conoscerà per nome tutti i residenti e il suo lavoro sarà dedicato al benessere della comunità in cui opera.

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