L’industria globale dell’ospitalità ha ora il
primo standard comune per la misurazione e la comunicazione al pubblico del proprio impatto ambientale, e in particolare della produzione di CO2 legata alle
attività di soggiorno e meeting negli alberghi. Si tratta dell'Hotel Carbon Measurement Initiative (HCMI) il protocollo lanciato la scorsa settimana e frutto di un progetto di collaborazione internazionale cominciato nel 2011 che ha coinvolto l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata al turismo, il
WTTC World Travel & Tourism Council, e ben
23 grandi catene alberghiere internazionali.
Dopo una fase di sperimentazione di un primo protocollo di misurazione e comunicazione attuata in alberghi di diverse tipologie e dimensioni in differenti aree geografiche, è stato ora messo a punto lo
standard HCMI 1.0, una prima edizione che potrà essere rinnovata e ampliata nel corso dell’applicazione.
Grazie a questo accordo, cui
hanno partecipato tutti i grandi player di settore – tra cui
Fairmont Hotels and Resorts,
Hilton Worldwide,
Hyatt Corporation,
InterContinental Hotels Group,
Marriott International,
Meliá Hotels International,
Mövenpick Hotels & Resorts,
Starwood Hotels & Resorts Worldwide e
The Rezidor Hotel Group – l'hotellerie internazionale vuole contribuire a fare chiarezza sui metodi e a
uniformare le informazioni sulle emissioni di CO2 generate dalle attività alberghiere, sempre più rilevanti anche per il mondo corporate.
La
descrizione dello standard e il manuale d’uso sono disponibili gratuitamente richiedendone copia al WTTC, che ne incentiva l’adozione da parte delle strutture ricettive di qualsiasi tipo nel mondo.