Aumentano in Italia gli hotel di catena: i vantaggi dell’aggregazione e i maggiori gruppi sul mercato
A
Nell’ultimo anno gli hotel di catena sono aumentati in Italia del 3%, arrivando a coprire il 4,2% dell’offerta alberghiera nazionale: su oltre 33mila strutture ricettive esistenti, 1.401 fanno oggi capo a uno dei 204 brand dell’hotellerie – nazionali e internazionali – che operano nel paese. E in termini di numero di camere, l’incremento è ancora più consistente: +4,5%, per un totale di 155mila camere (il 14,2% del totale) che si presentano al mercato sotto l’egida di un gruppo alberghiero. Un trend, quello dell’aggregazione alberghiera, che è destinato a svilupparsi ulteriormente nei prossimi anni in risposta alle nuove esigenze di operatori e clienti.

La panoramica arriva da Hotel & Chains in Italy 2017, lo studio realizzato da Horwath HTL in collaborazione con Confindustria Alberghi e STR che è stato presentato la scosa settimana all’Università Bocconi di Milano nell'ambito del Master in Economia del Turismo.

Italia terza in Europa per numero di alberghi, ma quelli di catena sono ancora pochi
Secondo lo studio, che ha mappato meticolosamente tutti brand dell’hotellerie con almeno 5 strutture (anche quando non tutte in Italia), l’espansione delle catene segna l’avvicinamento dell’offerta agli standard europei, o per lo meno a quelli dei paesi a maggiore capacità alberghiera. L’Italia è infatti il primo paese in Europa per numero di camere, quasi 1,1 milioni, e il terzo (dopo Regno Unito e Germania) per numero di strutture, oggi 33.202, ma è anche quello dove la penetrazione delle catene è minore: se in Italia solo il 4,2% degli alberghi è di catena, nel Regno Unito lo è il 16%, in Spagna il 28%, in Francia il 21% e in Germania il 14,5%.

Il vantaggio degli standard e della disintermediazione
“Il fenomeno delle catene risponde innanzi tutto alle esigenze degli albergatori di visibilità e disintermediazione”, ha affermato il presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi Giorgio Palmucci, “ma anche, nel rapporto con il cliente, a quella di garantire determinati standard in un quadro nazionale dove la classificazione tradizionale è talmente frammentata da avere perso significato. Inoltre, il brand alberghiero è anche evocatore dell’esperienza che vuole offrire all’ospite, il quale non ricerca più solo un posto dove dormire, ma un concept”.

Gli hotel di catena hanno più ospiti internazionali
“I dati raccolti confermano che in termini di arrivi internazionali gli hotel di catena vendono più degli alberghi indipendenti” ha detto Giorgio Ribaudo di Horwath HTL. “E poiché il mercato turistico italiano è fatto per metà di flussi internazionali, la scelta aggregativa per un albergo è sicuramente premiante. E negli ultimi 5 anni abbiamo registrato un crescente peso delle catene nazionali, sia come dimensioni che come numero”. Su 204 brand alberghieri che operano oggi in Italia, 124 sono nazionali e 80 internazionali, e quelli nazionali crescono anche all’estero: Horwath HTL ne ha censiti 19, che hanno 51 hotel e 5.500 camere fuori dall’Italia.

Dimensioni, categorie e modelli di business degli alberghi di catena italiani
Lo studio indica che in Italia gli alberghi di catena sono di dimensioni maggiori rispetto agli alberghi indipendenti, con una media di 111 camere contro 33; le catene sono inoltre più presenti nella fascia alta del mercato: sono infatti di catena il 49% delle camere a 5 stelle esistenti in Italia, il 31% di quelle a 4 stelle e il 5,4% di quelle a 3 stelle. Il 61% delle camere di catena fa capo a brand italiani e il 39% a brand internazionali. Il modello di business degli hotel di catena italiani vede ancora prevalere le strutture di proprietà (40%) su quelle in affitto (33%) e in franchising (23%), con solo una percentuale residuale (4%) di alberghi sotto contratto di management.

Le destinazioni più "coperte" e le pipeline dei prossimi mesi
Le “piazze” italiane con il maggior numero di hotel di catena sono Roma, Milano, Venezia, Firenze e Bologna; in termini percentuali gli hotel di catena sono il 40% del totale a Milano, il 35% a Genova, il 30% a Bologna, il 25% a Torino, il 23% a Firenze, il 21% a Roma e il 16% a Venezia. Per quanto riguarda i progetti futuri, lo studio di Horwath HTL ha rilevato 49 nuove strutture di catena con aperture previste entro i prossimi 24 mesi per un totale di circa 7.400 camere, di cui 1.239 a Roma. 1.112 a Venezia e 707 a Milano, in prevalenza nelle categore 4 e 5 stelle.

I maggiori gruppi alberghieri che operano in Italia
Infine, uno sguardo ai maggiori gruppi alberghieri (con i loro eventuali diversi brand) presenti in Italia in termini di numero di camere. Al primo posto c’è Best Western, che conta 164 alberghi e 12.458 camere, seguito da Accor con 77 alberghi e 10.015 camere e da Marriott, che dopo l’acquisizione di Starwood è il terzo gruppo in Italia con 46 strutture e 8.890 camere. Seguono NH Hotels, Una Hotels-Atahotels dopo la fusione, Valtur, IHG, Hilton, ITI Hotels e Starhotels, che dopo l’acquisizione del portfolio Royal Demeures è il decimo gruppo alberghiero in Italia.

Commenta su Facebook