Il Palacongressi di Rimini ricorda Zygmunt Bauman: “il suo intervento uno dei momenti culturali più alti mai ospitati in città”
A
Era il novembre 2015 quando Zygmunt Bauman, il sociologo polacco scomparso due giorni fa all’età di 91 anni, aveva tenuto la relazione d’apertura del convegno internazionale Erickson che si svolgeva al Palacongressi di Rimini: più di 5mila insegnanti erano arrivati da tutta Italia per ascoltarne l’intervento intitolato L’educazione al tempo delle migrazioni che apriva tre giornate di dibattito su cambiamenti e innovazioni richieste al sistema scolastico da parte una di una società segnata da flussi migratori e processi di confronto e integrazione tra differenti culture.

“Il meeting Erickson del 2015 è stato uno degli appuntamenti culturali di maggiore rilievo ospitati da Rimini negli ultimi anni” ricorda Stefania Agostini, direttrice della Event & Conference Division di Italian Exhibition Group. “Insieme a Bauman erano intervenuti personaggi straordinari come il filosofo francese Edgar Morin e lo psichiatra e psicoterapeuta italiano Gustavo Pietropolli Charmet, per di più in giornate segnate dalla notizia dei tragici attentati del Bataclan”.

E Bauman, teorico della società liquida e di una visione della modernità che fa della perdita del valore di comunità e di valori condivisi uno dei suoi elementi centrali, nel suo intervento aveva affrontato il tema con un approccio in grado di leggere con chiarezza gli effetti della globalizzazione anche all’interno del sistema scolastico. Un messaggio contro la paura e la diffidenza verso lo straniero, per Bauman evidente specchio della nostra paura e ansia per un futuro di cui non leggiamo contorni e prospettive.

“Il nostro ricordo”, riflette la Agostini, “va quindi a un pensatore che ha offerto un contributo straordinario alla capacità di tutti noi di leggere il nostro tempo e di saperlo interpretare e che siamo stato lieti e onorati di avere accolto nel nostro Palacongressi. È ancora vivo in noi l’appello rivolto agli insegnanti per una scuola luminosa, inclusiva, che sapesse valorizzare tutte le differenze, di tutti gli alunni. Uno dei momenti culturali più alti che la nostra città abbia mai ospitato”.

Commenta su Facebook