Creazione di
170.000 posti di lavoro, 17,7 miliardi di euro di entrate, investimenti e rinnovamento della città pagato dai ricavi: è quanto prevede il piano di fattibilità per la candidatura di Roma alle Olimpiadi (allegato qui sotto)
che il
Comitato Promotore Roma 2020 ha presentato giovedì scorso al premier Mario Monti e ai presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani.
Il primo punto messo in evidenza, nella presentazione congiunta di Sindaco di Roma, presidente della Provincia di Roma e Presidente della Regione Lazio, è stata proprio
la valorizzazione economica delle spese a carico dello Stato, mantenute nei termini più ridotti possibile.
Tra i costi di organizzazione (2,5 miliardi), la realizzazione e l’adeguamento degli impianti sportivi (1,4 miliardi), la realizzazione del villaggio olimpico e del centro tv/stampa (1,4 miliardi) e le infrastrutture urbane e di mobilità (2,8 miliardi), la
spesa complessiva per lo Stato dovrebbe arrivare a 8,2 miliardi, di cui 2,3 sarebbero recuperabili dai ricavi del Comitato (diritti media e sponsor, biglietteria, merchandising, lotterie, etc.)
e 1,2 da valorizzazioni immobiliari, portando così
la spesa netta a carico dell’Italia a 4,7 miliardi. Una cifra decisamente bassa, se paragonata a quella di altre Olimpiadi svolte o previste nel prossimo futuro.
Il contenimento dei costi è stato reso possibile innanzitutto dalla valorizzazione di quanto già esistente per la parte strutturale, tanto che
l’85% degli impianti di gara si può considerare già esistente. Andranno riqualificati i grandi impianti come Parco del Foro Italiaco, Palazzo dello Sport dell’Eur e Stadio Flaminio, completato il nuovo impianto Polifunzionale a Torvergata e ristrutturate decine di piscine e impianti di base. Le nuove costruzioni riguarderanno invece due nuovi impianti (il Velodromo Olimpico e il Bacino Remiero) e altre strutture temporanee o smontabili e riutilizzabili sul territorio (campi di pallavolo, beach volley, tennis).
Gli interventi per potenziare e ammodernare le infrastrutture vanno in parte a pescare tra i fondi già destinati per il Piano Strategico Roma Capitale e il Giubileo del 2025 e prevedono un
nuovo Parco Fluviale sul Tevere, il potenziamento della rete ferroviaria (in particolare tra Fiumicino e Roma), il miglioramento delle strade per gli aeroporti, il prolungamento della linea A della metropolitana.
Circa
400 milioni sono poi destinati al miglioramento del decoro cittadino, alla realizzazione di piste ciclabili e come
contributo alla riqualificazione degli alberghi, anche se non si è specificato in base a quali parametri.
Nelle previsioni del Comitato la presenza delle Olimpiadi potrebbe generare
5,2 miliardi di spese turistiche e 2,7 miliardi di altre spese di indotto, che se sommate agli investimenti statali produrrebbero un aumento del PIL di 17,7 miliardi e la creazione di
29.000 posti di lavoro nel solo 2020 e 170.000 complessivamente.
Da non sottovalutare che per lo Stato si creerebbe un gettito erariale di 4,6 miliardi, con il beneficio di lasciare una città rinnovata, migliorata e un rilancio forte dell’immagine a livello globale.
Nelle prossime settimane il presidente del Consiglio Monti farà avere il parere del Governo, che deve formalmente sostenere il
progetto da presentare al
Comitato Olimpico Internazionale entro il 15 febbraio. A maggio si passerà alla selezione delle città ammesse e nel 2013 si procederà alla formulazione delle candidature per arrivare alla proclamazione della città ospitante il 7 settembre prossimo.
Gianluca Trezzi