Tokyo a corto di alberghi: i 10 milioni di visitatori attesi per le Olimpiadi 2020 saranno ospitati anche su navi da crociera
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Utilizzare le grandi navi da crociera come veri e propri hotel galleggianti per accogliere i visitatori che arriveranno a Tokyo in occasione delle Olimpiadi 2020. Questo il piano cui sta lavorando il governo giapponese, soprattutto sul fronte normativo, per gestire la prevista insufficienza ricettiva della città, che sarà chiamata ad accogliere i 10 milioni i visitatori attesi per i Giochi.

Candidati ad accogliere i colossi del mare per un perido di tempo prolungato sono per il momento il porto di Tokyo e quello di Yokohama – il primo dispone di 3 moli capaci di ormeggiare navi superiori alle 50mila tonnellate di stazza, il secondo di 6 – ma la valutazione è in corso anche per i porti di Kawasaki e Kisarazu, tutti affacciati sulla baia di Tokyo.

L’uso di navi da crociera per il ricettivo olimpico non è una novità: durante i Giochi invernali di Vancouver 2010 i pernottamenti in nave sono stati 190mila, e anche per Londra 2012, Sochi 2014 e Rio 2016 le grandi navi hanno giocato un ruolo di supporto all’offerta alberghiera.

Nel 2016 il Giappone ha accolto 24 milioni di visitatori internazionali e il tasso di occupazione degli alberghi di Tokyo ha raggiunto l’80%. Facile pensare che, visto l’obiettivo del governo di arrivare nel 2020 a 40 milioni di visitatori – olimpici e non – un supporto al ricettivo sarà più che necessario.

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