La Lombardia dopo Expo: i vistatori stranieri superano gli italiani, arrivi soprattutto da Francia, Cina, Usa e Germania
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Il trampolino Expo ha rilanciato Milano e l’intera Lombardia sulla ribalta internazionale, e che l’effetto positivo si sia prolungato anche ben oltre l’evento lo confermano oggi i dati sui flussi turistici nel 2016, dai quali emerge che nella regione i visitatori stranieri superano quelli italiani e che gli arrivi complessivi sono sì calati (di poco, -1,5%) rispetto al 2015, anno dell’Expo, ma sono nettamente aumentati (+9,4%) rispetto al 2014, anno prima di Expo.

I numeri, raccolti dalla Regione ed elaborati da Eupolis Lombardia, sono stati presentati questa settimana durante l’assemblea annuale di ATR Milano, l’associazione degli albergatori che fa capo a Confesercenti, e si riferiscono agli arrivi effettivamente registrati, escludendo il “sommerso” turistico.

Gli arrivi in Lombardia nel 2016 sono stati dunque 15,4 milioni (contro i 15,6 milioni del 2015 e fli 11,1 milioni del 2014), per 37,1 milioni di presenze, pari a una permanenza media di 2,4 giorni per visitatore. La stagione di picco è stata, un po’ a sorpresa, quella estiva: luglio il mese più affollato, seguito da settembre e agosto; a gennaio e dicembre invece la bassa stagione, con il minor numero di arrivi. La provincia che ha registrato i maggiori flussi di incoming è stata quella di Milano, seguita da Brescia (grazie anche a The Floating Piers) e Como.

I visitatori stranieri hanno costituito il 54% degli arrivi, un dato in decisa crescita (+14%,8%) rispetto all’anno pre-Expo, con in testa francesi e poi cinesi, americani e tedeschi. E per quanto riguarda la tipologia di alloggi, il 75,2% degli pernottamenti avviene ancora in albergo, ma il ricorso alla ricettività extra alberghiera appare in costante aumento, soprattutto tra gli stranieri.

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