Rimini destinazione in crescita: 10mila eventi e un milione di partecipanti, il fatturato tocca i 200 milioni di euro
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Indicatori in crescita per Rimini e la riviera, destinazione che ha saputo cogliere le opportunità di un mercato in ripresa consolidando il proprio posizionamento sul segmento degli eventi aziendali e migliorando quello sul fronte dei congressi medico-scientifici: nel 2016 la provincia di Rimini ha ospitato complessivamente 9.384 eventi (+6,7% rispetto all’anno precedente), per un totale di 1.096.944 partecipanti (+5,4%) che hanno generato 549.000 pernottamenti. E per il 2017 la previsione è quella di un ulteriore incremento: del 4,4% nel numero di eventi e del 4% in quello dei partecipanti.

Il fatturato degli eventi nel riminese
Questi alcuni dei dati principali dell’Osservatorio sul turismo congressuale delle province di Forlì-Cesena e Rimini, ricerca promossa da Italian Exhibition Group e Camera di Commercio e realizzata dal professor Andrea Guizzardi del CAST dell’Università di Bologna (sede di Rimini). A supporto della dimensione numerica, quella di impatto economico: secondo lo studio, nell’anno considerato il settore degli eventi ha prodotto nel riminese un fatturato diretto di circa 200 milioni di euro, dei quali il 37% è riconducibile all’affitto degli spazi e la restante (e prevalente) parte a pernottamenti, catering, allestimenti e altri servizi, a conferma di una ricaduta distribuita sull’intero arco dei fornitori.

Posizionamento forte sul mercato nazionale, più debole su quello internazionale
I dati aggregati delle due province – quella di Forlì-Cesena ha registrato 4.398 eventi e 223.429 partecipanti – evidenziano un ottimo posizionamento di questa parte di Romagna sul mercato nazionale (68% dei partecipanti contro il 33% del dato nazionale) ma un posizionamento debole sul mercato internazionale (4% a fronte dell’11% del dato nazionale). Le difficoltà sul segmento internazionale, dice lo studio, sono dovute principalmente alle criticità del posizionamento internazionale dell’intera offerta italiana e alla minore accessibilità del territorio rispetto alle città sedi di grandi aeroporti internazionali come Milano o Roma.

La prevalenza della domanda corporate
Sempre a livello di dati aggregati, l’Osservatorio indica la prevalenza sul territorio delle due province di eventi aziendali (il 62%), sottolineando però che la domanda corporate è quella potenzialmente più volatile in periodi di espansione/contrazione del ciclo economico; gli eventi promossi da associazioni scientifiche, per loro natura costanti nel tempo e non soggetti a effetti di congiuntura economica, sono il 12%, mentre quelli di partiti politici, sindacati, associazioni culturali, religiose e sportive si attestano al 10%, contando il 19% dei partecipanti complessivi.

Le caratteristiche dell’offerta
Le province di Rimini e Forlì-Cesena offrono 303 sedi per eventi, per un totale di oltre 700 sale e 194mila posti. Le sedi sono per lo più alberghi congressuali (59%), ma il 69% dei posti è offerto da sedi quali centri congressi, arene, centri fieristici, parchi divertimento e centri sportivi. Gli alberghi più capienti si concentrano nel territorio di Forlì-Cesena, dove l’assenza di centri congressi e convention bureau rende però più difficile trovare le risorse per sviluppare il posizionamento e il know-how necessario ad attirare e fidelizzare i promotori di eventi e ridurre così le oscillazioni congiunturali e stagionali della domanda.

Il contributo del Palacongressi di Rimini
A fare la parte del leone è dunque la provincia di Rimini, ai cui risultati il Palacongressi di Rimini ha contribuito con 149 eventi e 280mila partecipanti, l’8% in più rispetto al 2015. La struttura ha registrato inoltre un aumento dei congressi medico-scientifici, che nel 2016 sono stati l’11% del totale degli eventi ospitati e che hanno portato a Rimini 20mila delegati. E nonostante le generali difficoltà del territorio sul mercato internazionale, al Palacongressi si sono svolti l’anno scorso 7 eventi e congressi esclusivamente internazionali, cui hanno partecipato più di 8mila delegati stranieri.

L’integrazione fra settore congressuale e fieristico
“I numeri del 2016 ci confortano” ha commentato Lorenzo Cagnoni, presidente di Italian Exhibition Group, la società cui fanno capo sia il Palacongressi sia il quartiere fieristico di Rimini. “Il Palacongressi è ora nella sua seconda stagione dopo una prima fase di startup (la struttura ha aperto nel 2011, ndr) che, come sapevamo, sarebbe stata lunga, ma i risultati positivi sono la migliore risposta a chi criticava la scelta di costruire a Rimini un nuovo palazzo dei congressi” E la strada futura, secondo Cagnoni, è una sempre maggiore integrazione fra i settori congressuale e fieristico che oggi, insieme, portano 800/900 milioni all’economia del territorio, cioè il 10% del Pil dell’intera provincia.

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