Italia ottava nel mondo per competitività turistica: i punti di forza e debolezza secondo il World Economic Forum
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È un’ottava posizione che lascia un po’ di amaro in bocca, quella che il World Economic Forum attribuisce all’Italia nella classifica internazionale della competitività turistica. Certo, l’Italia è riconosciuta come una delle prime dieci destinazioni turistiche nel mondo, però risulta meno attrattiva dei suoi vicini europei: non solo dei diretti competitor Spagna e Francia, ma anche di Germania e Regno Unito. E il profilo “di competitività” che ne stila il World Economic Forum non è dei più lusinghieri.

I fattori della competitività turistica
Il Travel & Tourism Competitiveness Report, redatto dal World Economic Forum a cadenza biennale, misura la competitività turistica di 136 paesi attraverso l’analisi di 14 macro indicatori, che di ogni singolo paese rilevano l’attrattiva e la capacità di generare benefici economici e sociali attraverso il turismo. Di ogni paese si valutano i fattori che contribuiscono allo sviluppo del comparto, fra cui il livello di sicurezza, il mercato del lavoro, il grado di priorità che viene attribuito al turismo nelle politiche nazionali, la sostenibilità ambientale, le infrastrutture turistiche e dei trasporti, l’apertura internazionale, lo sviluppo tecnologico, le risorse naturali e culturali e il grado di cura che ne ha il paese.

Le 10 destinazioni più competitive nel turismo
La classifica 2017, come la precedente del 2015, è dominata dalla Spagna, paese con un grande patrimonio culturale e ottime infrastrutture turistiche, che ha saputo aprirsi alla domanda di servizi digitali e che è stato capace di valorizzare in maniera proattiva la propria offerta dotandosi di un approccio strategico al turismo. Stabili in seconda e terza posizione Francia e Germania, seguite dal Giappone che ha fatto un balzo in avanti di 5 posti e poi da Regno Unito, Stati Uniti e Australia. L’Italia mantiene l’ottava posizione, e a chiudere la top ten ci sono Canada e Svizzera.

I punti di forza dell’Italia
In termini di competitività turistica l’Italia ha dalla sua, dice il report, molti punti di forza: un eccezionale patrimonio culturale (per il quale è al 5° posto nel mondo) e naturale (12°), così come un’infrastruttura turistica molto sviluppata e di alto livello (11°). Migliorano anche porti e strade, per le quali l’Italia sale di 10 posizioni (è ora al 22° posto nel mondo), ed è al 23° posto per infrastrutture aeree, con un 6° posto per numero di vettori che vi operano. Gli arrivi turistici in Italia, segnala inoltre il report, hanno toccato quota 50,7 milioni (dato 2015), per una ricaduta complessiva di spesa dei turisti pari a 39,4 miliardi di dollari.

Le debolezze strutturali del Belpaese
Rimangono tuttavia forti anche le criticità: l’Italia è ancora al 124° posto per competitività dei prezzi, pur se in risalita di 9 posizioni rispetto a due anni fa; le risorse umane sono oggi più qualificate e più “semplici” da gestire, ma il piazzamento è ancora basso, al 67° posto. In discesa di 22 posizioni la valutazione di sicurezza della destinazione, con un 70° posto dovuto sia all’aumentato timore del crimine e del terrorismo sia alla percezione di poca affidabilità delle forze di polizia. Rimane molto basso il posizionamento in termini di contesto per il business, cioè facilità di fare impresa (124° posto su 136 paesi considerati), a causa dell’elevata tassazione alle imprese, dell’inefficienza del sistema giudiziario e della lentezza delle procedure amministrative. Infine, rileva il World Economic Forum, l’Italia scende di 10 posizioni (al 75° posto) anche nel grado di priorità che il governo dà alle tematiche del turismo e paga lo scotto di una strategia di brand di destinazione più debole che in passato.

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