I passaporti più forti sono quelli che non hanno bisogno di visti: il "migliore" è quello tedesco, Italia al terzo posto
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Non tutti passaporti sono uguali. I "migliori" sono quelli con cui ci si può recare nel maggior numero di paesi senza bisogno di visto, e a rilasciarli sono le nazioni a più elevata stabilità politica e sociale e con le più consolidate relazioni con la comunità internazionale.

A classificare 199 paesi in base alla libertà di movimento di cui godono i loro cittadini è la società inglese Henley & Partners nell’indice annuale elaborato in collaborazione con la IATA. E anche quest'anno, come l'anno scorso, il passaporto più forte del mondo risulta essere quello della Germania che garantisce il libero accesso a 176 paesi. Anche la seconda posizione del ranking è invariata, occupata dalla Svezia con 175 paesi.

Rispetto al 2016 cambia invece la terza posizione. Lo scorso anno a condividerla con libero accesso a 175 paesi erano Italia, Francia, Spagna, Regno Unito e Finlandia, mentre quest’anno al terzo posto, con 174 paesi a ingresso libero, si piazzano Danimarca, Finlandia, Italia, Spagna e Stati Uniti. Francia e Regno Unito scendono al quarto posto in compagnia di Austria, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Norvegia e Singapore, tutti con 173 paesi senza obbligo di visto. Il caso di “retrocessione” più eclatante è quello del Regno Unito che, prima di scendere al terzo e all’attuale quarto posto, per tre anni consecutivi aveva condiviso il primo posto con la Germania.

Complessivamente il clima geopolitico instabile in molte aree del pianeta quest’anno ha fatto diminuire la libertà di spostamento dei cittadini di 48 paesi, scesi di due, tre posizioni dell’indice. La possibilità entrare in paesi stranieri senza visto rischia di essere compromessa anche nei prossimi mesi alla luce dei probabili restringimenti agli accessi che saranno attuati dal Regno Unito post Brexit e dagli Stati Uniti dell’era Trump.

Tornando all’indice, i passaporti più "deboli" sono invece quelli di Siria, Pakistan, Iraq e Afghanistan, tutti con meno di 30 paesi ad accesso libero. I cittadini afgani rimangono ultimi in classifica, peggiorando oltretutto la loro posizione: possono entrare senza visto soltanto in 24 paesi, uno meno dello scorso anno.

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