Atene nega a Gucci il permesso per una sfilata nell’Acropoli e Agrigento si fa avanti: “i templi greci li abbiamo anche noi”
A
Doveva essere una sfilata-show di 15 minuti di fronte al Partenone per il lancio di una nuova collezione, che si sarebbe tenuta a giugno 2018 e a cui avrebbero assisito 300 selezionatissimi ospiti della maison fiorentina tra vip, star dello spettacolo, istituzioni locali e giornalisti. L’offerta era consistente: fra rivelazioni della stampa e smentite dell’azienda, sembra di capire che Gucci abbia offerto alla Grecia 2 milioni di euro per la prestigiosissima location più un ulteriore quantitativo di denaro per i diritti sul video della sfilata.

Ma il Consiglio archeologico centrale della Grecia (KAS), irremovibile, ha rifiutato l’offerta che avrebbe potuto rimpinguare un po’ le esangui casse dello stato greco. “Le specificità culturali dei monumenti dell'Acropoli sono incompatibili con questo evento" è stata infatti la risposta ufficiale del Consiglio, condivisa dal ministro della Cultura Lydia Koniordou. Eppure l’Acropoli ha incontestabili precedenti “commerciali”, dalla sfilata Dior del 1951 e nei più recenti spot di Verizon, Coca-Cola e Lufthansa.

A invitare Gucci a sfilare fra i suoi marmi è quindi Agrigento: il direttore della Valle dei Templi Giuseppe Parello, riferisce Repubblica, sarebbe lieto di ospitare la sfilata, fatto salvo il decoro e il rispetto assoluto dei luoghi. La Valle dei Templi è già stata concessa per due anni consecutivi (2015 e 2016) a Google per il suo “Camp” con cena nel parco archeologico ed esibizione di popstar a un prezzo di “soli” 100mila euro: i presunti 2 milioni offerti da Gucci sarebbero quindi un bel passo avanti.

Commenta su Facebook