IAB Italia contro le fake news: “minacciano la credibilità dell’informazione online, occorre aumentare i controlli”
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Anche IAB Italia, l’associazione che riunisce gli operatori della pubblicità online, lancia l’allarme fake news e invita i propri soci a una maggiore consapevolezza e a un maggiore controllo di fonti e piattaforme. Proprio nel giorno in cui è stato depositato in Senato il disegno di legge per contrastare la diffusione di notizie false online, IAB Italia esprime la propria preoccupazione per un fenomeno che rischia di minacciare la credibilità dell’informazione online.

L’associazione, che teme il crollo di fiducia per l’intero mondo della comunicazione sul web, si sta confrontando con le varie IAB del mondo per far fronte comune e studiare una strategia condivisa, e intanto suggerisce una linea di condotta agli operatori. “All’interno della filiera dell’informazione online è necessaria maggiore consapevolezza di quanto l’operato di un singolo soggetto possa influenzare il lavoro delle altre persone coinvolte” afferma IAB Italia in una nota. “È importantissimo quindi aumentare il livello di controllo, ad esempio con la creazione di figure interne espressamente dedicate alla verifica delle fonti. Questo può voler dire trovarsi nella condizione di interrompere i contatti con un player che sta divulgando fake news, sia esso cliente o fornitore”.

Le piattaforme di Ad Exchange, indica l’associazione, devono monitorare internamente i contenuti per mantenere alti gli standard, e le piattaforme di Programmatic devono fornire ai buyer garanzie di trasparenza e sicurezza sul posizionamento degli annunci. Ai brand, invece, il compito di investire nella creazione di contenuti rilevanti, attendibili e di qualità.

“Quello delle fake news è soprattutto un tema di responsabilità” sottolinea Carlo Noseda, presidente di IAB Italia. “Noi di IAB crediamo che sia arrivato il momento per tutti gli attori della filiera di essere consci della loro responsabilità, e tutti gli operatori del nostro mercato si devono impegnare a dimostrare la loro completa estraneità verso tutti gli eventuali clienti e/o fornitori implicati in attività non perfettamente trasparenti e affidabili”.

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