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Domenico Palladino, consulente in Web Marketing
Video storytelling alla portata di tutti: app e social per raccontare eventi, location e destinazioni
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Diversi studi indicano i contenuti video come quelli che hanno più probabilità di diventare virali sui social media, ma non è sempre facile integrarli in una strategia di web marketing.

I due principali motivi che ne frenano la produzione sono da una parte i costi di realizzazione e dall'altra la scarsa disponibilità di banda larga in Italia che, almeno a prima vista, ne può ridurre la diffusione. Meno del 60% degli italiani infatti ha accesso all'adsl, e meno del 15% può navigare il web con la banda ultra-larga, oltre i 30mbit. Sui dispositivi mobili la banda larga è più diffusa, ma i costi sono ancora probitivi per l'alta quantità di dati scaricati.

Per aumentare il tempo di permanenza degli utenti sui contenuti video i social network hanno cambiato i format con cui vengono presentati: nel 2013 ha cominciato Vine, l'app di Twitter per realizzare e condividere video della durata di 6 secondi. Subito dopo è stata Instagram a introdurre la possibilità di condividere brevi video oltre alle foto. Google Plus inizialmente ha preferito puntare sulle gif animate montando in automatico le foto scattate in sequenza (qui un mio esperimento gastronomico) probabilmente per non fare concorrenza a YouTube, i cui contenuti sono già fortemente integrati.

Negli ultimi mesi anche Facebook ha sdoganato i video: ricorderete ad esempio l'anno scorso il video automatico con i propri momenti più popolari sul social di Palo Alto. Da pochi mesi è stata invece introdotta la riproduzione automatica dei filmati all'interno sia del sito desktop che dell'applicazione mobile e, più recentemente, agli amministratori di pagine è stata data la possibilità di visualizzare le statistiche relative ai video condivisi, come ben spiegato nel blog di Vincos.
Segno che presto diventeranno anche un formato pubblicitario.

La brevità dei nuovi formati video ha così giovato sia al consumo di risorse di banda che alla necessità di attrarre l'attenzione del pubblico per un periodo meno lungo.

Il secondo ostacolo alla realizzazione di contenuti video per il web marketing è rappresentato dalle conoscenze tecniche da videomaker, che in aziende medio piccole possono mancare. E affidarsi a produzioni professionali esterne può implicare costi di realizzazione più o meno alti, sia per le riprese sia per il montaggio, che possono facilmente tarpare le ali a progetti a basso budget.

Il problema non è sfuggito ad Apple, che l'ha risolto con iMovie fornendo un'ampia serie di template predefiniti in cui montare animazioni, immagini, musica e testi per costruire facilmente un racconto in video.

La tendenza è stata raccolta negli ultimi mesi anche da altre app che, in modalità diverse, consentono di fare video storytelling montando una serie di elementi.

C'è per esempio Flipagram, che su iOs e Android permette di mixare le foto di Instagram e quelle del rullino fotografico con musica e testi, offrendo anche la possibilità di inserire un watermark per rivendicarne la paternità.

Adobe ha da poco rilasciato Voice: funzionamento simile, ma incentrato soprattutto sulla possibilità di inserire una voce narrante. Offre in più la possibilità di ricercare direttamente dall'app immagini con licenza Creative Commons e offre un'url web su cui viene caricato e reso pubblico il video. Molto intuitivo, ma sono da migliorare le modalità di condivisione social che non consentono l'embed e la riproduzione automatica.

Magisto, soprattutto per iOs e Android, ma disponibile ad esempio anche su Chrome, è un software di video editing più complesso dei precedenti con alcune funzioni 'magiche' come la rielaborazione automatica dei video, la stabilizzazione, l'applicazione di filtri solo su parte del filmato, effetti e transizioni per dare un'aria professionale anche a un girato casalingo.

Pinnacle Studio è invece la versione mobile dell'omonimo software desktop: è a pagamento ma offre un'ampia varietà di effetti visivi e sonori, titoli e animazioni 3D ed effetto PiP (picture in picture).

Il 20 maggio scorso Google ha aggiunto un nuovo tool a quelli esistenti annunciando nel suo blog Google+ Stories: Google Plus ora realizza automaticamente un video con le foto scattate con il proprio dispositivo Android e caricate in remoto con la funzione di auto backup.

Con una tale varietà di applicazioni non ci sono più scuse per non raccontare anche tramite video gli episodi salienti di un evento, di una location o di una destinazione e integrarli nella propria strategia di web marketing, differenziandoli per i diversi canali.

Domenico Palladino

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